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    Le vie dei canti di Bruce Chatwin

    Posted By: futon2009
    Le vie dei canti di Bruce Chatwin

    Le vie dei canti di Bruce Chatwin
    Adelphi | 1995 | ISBN: 8845911411 | 390 pages | EPUB | 3 MB

    "La domanda cui cercherò di rispondere è la seguente: Perché gli uomini invece di stare fermi se ne vanno da un posto all'altro?" (Bruce Chatwin a Tom Maschler, 1969).

    Un libro ibrido i cui registri - racconto, riflessione etno-antropologica, diario, raccolta di citazioni - danno vita ad un'alchimia perfetta. Alla ricerca dei miti fondativi della civiltà aborigena australiana, Chatwin percorre le strade invisibili che gli Anziani, gli Uomini dei Tempi Antichi, percorsero cantando i nomi delle cose e dando loro vita: fiumi, montagne, saline, sabbia… Luoghi conosciuti, oggi, solo dai discendenti di quegli Anziani, che devono difendere i sacri luoghi dai nuovi pericoli della modernità, come il tracciato della ferrovia che rischia di violare i Sogni, i Totem - invisibili agli occhi di un europeo - che, come briciole, gli Antenati hanno lasciato dietro di sé nel loro viaggio attraverso il paese. Le Piste dei Sogni, le Vie dei Canti segnano la superficie del continente australiano come una ragnatela fittissima che impedisce, a chi la sa vedere e ascoltare, di perdersi. Guidato da un russo emigrato che difende i diritti dei locali e dalle letture frammentarie e disordinate di una vita (dalla Bibbia a Lorenz, da Erodoto a Sun Tzu, da Blake ai Sumeri, tutte nei famosi taccuini) Chatwin tesse un elogio formidabile e struggente del nomadismo, cifra autentica dell'umanità sin dagli albori. "La vita è un ponte, attraversalo, ma non costruirvi alcuna casa", recita un proverbio indiano: è tutto riassunto qui, nel modo antitetico di considerare la casa - per gli occidentali un autentico capitale di stabilità, per gli indiani un ulteriore impedimento al raggiungimento dell'identità con l'Anima universale - l'autentico peccato originale, quello dell'oblìo dell'originaria dimensione umana, "la febbre di andare" che ci rende tutti, nell'intimo, degli irridemibili inquieti. Se scrivere un libro nomade sembra apparentemente impossibile, Chatwin c'è riuscito alla perfezione.